Sanità Militare e Termalismo

La terapia termale affonda le sue radici in epoche e tradizioni antiche quasi quanto il mondo.
Platone (V°sec.A.C.) nel Crizia, narrando il mito di Atlantide, descrive le meraviglie in essa contenute: il nucleo centrale con i templi per le divinità, la reggia del re e le terme costruite presso due sorgenti, l'una fredda l'altra calda.
Vasche, piscine, portici, statue, fontane strutture termali, alcune riservate al re altre ai cittadini, altre ancora alle donne.
E' questa la più antica descrizione di termalismo utilizzato sia a scopo curativo che per diletto.
Ed ancora, come tramanda Diodoro Siculo il leggendario Dedalo (I°sec A.C.), in fuga dall'isola di Minosse,era giunto in Sicilia dove aveva realizzato, sul monte Kronio, in prossimità di Selinunte(utilizzando l'interno di una caverna), un locale (scolpendo la pietra) adibito ad accogliere coloro che vi si recavano per curare il corpo, sfruttando i vapori che si diffondevano all'interno proveniente dalle viscere della terra. Ecco, un esempio di particolare cura termale ancora oggi praticata e conosciuta con la definizione di "sauna".
Sin dai tempi più remoti, l'uomo ha attribuito all'acqua un effetto sacrale ed un simbolismo di benessere; le sorgenti, proprio per il loro valore salutare, venivano accostate alla divinità, ma anche all'igiene ed alla cura del corpo.
Nel mondo greco, l'impianto termale è spesso inserito nei ginnasi ed è direttamente collegato al concetto di "bagno di pulizia" che segue gli esercizi fisici.
La più antica testimonianza archeologica di terme greche si ravvisa ad Olimpia, in prossimità del ginnasio, ove ha sede un ambiente caratterizzato dalla presenza di ben 11 vasche quadriangolari, con ad esse accostate una piscina scoperta ed un bagno di vapore.
Lo sfruttamento dei fenomeni naturali del suolo quali sorgenti d'acqua calda e fredda a varia componente chimica, nonché vapori salutari, va attribuito ai greci colonizzatori.
Sibari, Ischia, Cuma, Selinunte, così come un tempo, ancora oggi mantengono le loro particolari proprietà termali, per altro caratteristiche.
Altrettanto dicasi per il popolo etrusco che ancor prima della romanizzazione, conosceva e sfruttava le sorgenti termali; l'Etruria era ditata, in molte località di sorgenti d'acqua calda fornita di utili impianti attrezzati per la guarigione di ferite infette e di malattie croniche (Dionigi di Alicarnasso). Marziale (I° sec. D.C.),in un epigramma esorta l'amico Oppiano a recarsi ai bagni etruschi se non vuole morire sporco: "Etruscis nisi thermalis lavaris illòtus morieris, Oppiane".
"Nulla sic tibi blantientur undas: nec fontes Apòni rudes puellis, non mollis Sinuessa, fervidique fluctus Passaris, aut superbus Anxur non Phoebi vada, principesque Baiae.
"Dunque, nessun tipo di acqua ti blandirà come questa dei bagni etruschi, non le fonti di Apone (Albano) inadatte alle fanciulle non la raffinata Sinuessa (Mondragone), non la fervida sorgente di Passàris (Viterbo) o la maestosa Anxur (Terracina) non l'acqua di Apollo, o i famosi bagni di Baia".
E' questo epigramma, la prima testimonianza di un fenomeno sociale (quale divenne il termalismo romano) che seppe utilizzare a pieno regime, sia lo sfruttamento terapeutico dell'acqua, che l'abitudine a frequentare luoghi ed impianti termali, (così come oggi si è soliti trascorrere il proprio tempo libero presso "circoli o clubs").
Con l'epoca romanica torna a dominare l'acqua quale dono ricco ed inesauribile di virtù prodigiose; il cittadino romano rivoluziona metodi e tecniche e costruisce attorno alle sorgenti una serie di ambienti che rievocano il legame ancestrale con essa e ne sfruttano il valore terapeutico. Il "balneum" è propriamente ill bagno caldo defaticante, i "balnea" (bagni pubblici) vengono finalizzati all'associazione bagno, esercizio fisico, cura del corpo; riservato alla sauna; nonché locali per il massaggio da praticare con oli e balsami.
Alle terme si recavano tutti: dai più anziani ai ragazzi ed anche le donne partecipavano a tale vita di società; le abitudini di lavarsi ogni otto giorni vennero, così, superate dal piacere di dedicare al proprio corpo un bagno almeno una volta al giorno e, d'estate con il caldo e l'afa, capitava addirittura di ripetere più spesso le ritempranti abluzioni. Dopo questa carrellata del passato, giungendo ai nostri giorni, oggi in Italia qual è il ruolo il ruolo del termalismo? E quale in ambito della difesa? Quali le fonti normative? Quali le dimensioni del problema?.
La riforma sanitaria, legge 23.12.78 nr.833 ha inteso applicare l'articolo 32 della costituzione che riconosce la tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività
Tra le prestazioni odierne del Servizio Sanitario nazionale, l'art.36 ha inserito le prestazioni idro-termali, vale a dire le cure termali che come ho già detto erano e sono una pratica terapeutica nota e diffusa in una Italia ricchissima di luoghi ameni e sorgenti salutari. Già da tempo in ambito Difesa le cure termali si differenziano in cure luto- terapiche e balneo-termali, idropiniche, inalatoria e complementari I Principi giuridico- amministrativi che regolamentano il diritto alla pratica di tali terapie, da parte del personale avente titolo sono sanciti da norme contenute nel disposto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3.7.1965 che riguarda il personale militare e del DPCM 5.7.1965 che interessa il personale civile della Difesa.
Ai fini dell'applicazione dei commi contenuti in tali norme è ammesso il ricovero in prima classe per gli ufficiali inferiori e sottufficiali, in terza classe per gli altri militari; parimenti avviene il ricovero del personale civile, rispettivamente per livelli equivalenti (art.3).
Analogamente si opera per il personale in quiescenza.
Quindi viene ammesso alle cure, con spese a carico dell'amministrazione di appartenenza, il personale (a seguito elencato) in attività di servizio o in quiescenza che abbia contratto patologie dipendenti da cause di servizio e che possono trarrà, come da elenco pubblicato dal decreto del Ministro della Sanità (15.12.1994), reale beneficio delle cure termali:
1. personale militare dell'Esercito, della Marina (ivi compreso il personale della capitaneria di porto), dell'Aeronautica, dei Carabinieri;
2. personale militare della Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello stato, Corpo di Polizia Penitenziaria;
3. dirigenti, impiegati ed operai del Ministero della Difesa.

Il Ministero Difesa dispone di due nosocomi specializzati: lo Stabilimento balneo- termale militare di Acqui e lo Stabilimento balneo- termale di Ischia.
Lo stabilimento balneo- termale militare di Acqui è un ospedale militare specializzato ed attrezzato per la cura delle affezioni artrosiche e reumatiche, degli esiti delle lesioni traumatiche e di alcune affezioni delle vie aeree (riniti, sinusiti, bronchiti ecc.).
Esso è situato sulla sponda destra del Bormida alle falde del monte Stregone, dista dal centro cittadino meno di 2 km. ed è all'altezza di mt. 175 sul livello del mare. Ha conservato a stessa sede in cui fu costruito dalle origini; la sua costruzione fu terminata per ordine di Amedeo III° nel 1787, ad uso esclusivo dei militari, come descritto nel "Trattato delle regie terme acquesi" del 1778 del dottor Malacarne di Saluzzo.
Nel luogo dove oggi è edificato lo stabilimento militare esisteva una regia fabbrica con piscine comuni ove gli infermi, soldati e civili, facevano il bagno insieme. Vittorio Amedeo II°, come scrisse Giacinto Lavezzari nella " sua storia di Acqui" volle "eliminare quella comunanza di bagno che ai suoi occhi sembrava indecenza", soppresse le acque e fece gettare le fondamenta dello stabilimento militare.
L'infrastruttura fu successivamente rinnovata ed ampliata per opera di Carlo Felice, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II° e fu completata ne 1924.
La sua efficienza, con il volgere del tempo, è andata normalizzandosi e migliorando man mano, sia con il rinnovamento degli impianti e delle attrezzature, sia con la sopraelevazione di un piano dell'immobile effettuata nel 1966-67.
Negli ultimi decenni sono stati apportati miglioramenti dei reparti cura, alloggi, mense, circoli ,bar, sale giochi, sale TV e disimpegni vari che hanno permesso l'attuale buon grado di funzionamento ed efficienza.
Lo stabilimento ha una capacità ricettiva di 212 posti letto per turno di cura. (Vi si svolgono ben 20 turni terapeutici: ogni turno è di 13 giorni di permanenza sotto forma di ricovero).
Le acque termo minerali sono classificate come solfuree- bromoiodiche e sgorgano da quattro sorgenti, di cui due all'interno dello stabilimento con temperatura di 51°.
Nello stabilimento di Acqui si praticano la luto-balneoterapia, le cure inalatorie, le inalazioni e nebulizzazioni nasali, la massoterapia e la fisiochinesi terapia.
Le principali indicazioni terapeutiche riguardano le forme morbose relative ad artrosi primaria e secondaria nelle sue varie localizzazioni (cervicale, lombare, dell'anca, delle ginocchia, atc.) e complicazioni (sofferenze discali, sciatalgia etc; artropatie post traumatiche, gotta, fibrositi, cellilite, sindrome spalla-mano, periartrite della spalla; affezioni croniche dell'apparato ORL.
I fanghi ed i bagni di Acqui determinano una notevole diminuzione della sintomatologia dolorosa e della limitazione funzionale ed un rallentamento del processo degenerativo nelle forme artrosiche: un notevole miglioramento nelle altre forme morbose.
La disponibilità attuale di una piscina alimentata dalle sorgenti di acqua termale e la contemporanea presenza di una palestra attrezzata con moderne apparecchiature, offre la possibilità di assicurare un ulteriore servizio.
E' possibile, infatti, procedere al recupero funzionale di patologie traumatiche, indipendenti dalla fango terapia, cui può accedere tutto il personale, compresi i militari di truppe vittime di incidenti traumatici.
Ischia
Al turista, al pendolare locale o a qualunque altro che a Napoli arriva ad Ischia con uno qualsiasi dei mezzi marittimi di linea che uniscono l'isola al continente, non appena egli superi la stretta gola d'ingresso del porto, "si para d'innanzi" adagiato nel verde della collina, lo stabilimento balneo- termale militare.
Esso consta di più costruzioni, alcune attaccate al nucleo originario, altre da esso lontane e su tutte, svettante nel punto più alto della collina, la palazzina principale, vero gioiello di arte settecentesca, dovuta all'iniziativa, all'ingegno e all'amore per l'arte di un figlio dell'isola, Francesco Buonocore, protomedico di corte ed uomo di eclettica e profonda cultura (1689-1768).
Correva l'anno 1735:questa è appunto storicamente documentata, la data di nascita del futuro stabilimento balneoterapico.
Ed è ben detto futuro giacché il sontuoso edificio ideato e realizzato dal protomedico Buonocore, nacque in un primo momento quale residenza di signorile villeggiatura per se e la sua famiglia.
Con Crescenzo Buonocore ci si avviò verso un radicale e decisivo cambiamento delle sorti del casino del protomedico; infatti nel 1783 la villa viene ceduta a Ferdinando IV° di Borbone.
Dopo la caduta dei Borbini la villa reale divenne proprietà del demanio statale, si aprì per essa una nuova era: quello dello stabilimento balneotermale militare.
Infatti nel 1865 nacque il progetto di trasformazione in stazione di cura termale riservato al personale militare.
Il colonnello medico Tito Rovere, espose, in una relazione al governo che la villa reale di Ischia si sarebbe prestata in modo ideale per essere trasformata in un grande nosocomio specialistico, a motivo dei suoi edifici già esistenti, del grande parco, della comodità del porto, della mitezza del suo clima.
Il 6 Aprile 1865 vennero inviati (a varie riprese) diversi militari, affetti da varie malattie allo scopo di saggiarne l'efficacia terapeutica e soltanto dopo aver riconosciuto il successo di queste cure, nel 1877 vennero trattati per la prima volta 316 ufficiali suddivisi in 5 turni chiamati "mute".
Oggi, presso lo stabilimento si avvicendano ogni anno, nel corso di 20 turni di cura, migliaia di pazienti e ciascuno di essi trova nel vecchio casino del protomedico Buonocore, oltre alla cura strettamente medica, anche quella di distensione spirituale e quel ristoro della mente di cui si trova promessa nel senso delle parole incise "ad aeternum" nella lapide che si trova sul fronte della palazzina reale e che tra l'altro dice"
"Non oltrepassare, viaggiatore, già viene la sera. Fermati: non ambisco ospiti regali, né respingo dalla porta gli umili.
Da questa villa suburbana, sia lontano soltanto ogni inganno; e lungi siano i malvagi, i ladri e l'avvocato".
Lo stabilimento balneotermale militare di Ischia dispone di una sorgente che fornisce una grande quantità di acqua termo-minerale per usi terapeutici, nonché di due fungaie proprie per la preparazione del fango termo-minerale.
Dal punto di vista fisico-chimico si tratta di acque termali (52°) radioattive-bicarbonate-sodio clorurate, con radioattività di circa 4, 5 unità Mache.
L'acqua presenta aspetto limpido, incolore, inodore, calda, di sapore salino, con reazione neutra.
Alle analisi chimiche, è stato confermato il giudizio di "acqua termale ipertermale salso "alcalina".
Le acque termali dell'isola d'Ischia presentano un tasso di radioattività che fu posto in evidenza, già nell'anno 1920 da Marie Curie. La radioattività idrominerale, insieme ai raggi cosmici, raggi gamma emessi dalla crosta terrestre o da materiale da costruzione (radon), radiazioni emesse da elementi naturali (potassio e carbonio) presenti nell'organismo umano, entra a far parte della radioattività di sorgenti naturali (o irradiazioni di fondo).
Per questo tipo di radioattività non esiste nessuna dimostrazione che essa eserciti qualche influenza negativa sull'organismo.
D'altronde, la dose assorbita è di gran lunga inferiore a quella in grado di provocare affezioni nell'uomo e negli animali.
In definitiva, la presenza di radioattività nelle sorgenti dell'isola non inficia affatto la salubrità delle acque per le suddette ragioni, ma al contrario, come da taluni studiosi sostenuto, potrebbe essere di giovamento in alcune patologie dell'apparato respiratorio (attivazione degli scambi gassosi, effetti sedativi e antispastici), dell'apparato urinario (impulso alla diuresi), sul sistema endocrino (surrene e gonadi) e in ginecologia.
Le acque dello stabilimento militare avendo una temperatura elevata ed un alto contenuto di sodio sono in particolar modo indicate, per la cura delle malattie reumatiche e, più in generale delle artropatie sia degenerative sia metaboliche sia post traumatiche (artrite reumatoide, spondilite anchilosante, reumatismi cronici giovanili, artrite psoriasica, artrosi, periartrite scapolo-omerale, tendinite, gotta, sequele post traumatiche, condrocalcinosi articolare, necrosi vascolare della testa del femore, fibromialgie).
La balneoterapia oltre alle indicazioni comuni a quella della fangoterapia, in virtù degli specifici effetti terapeutici è indicata anche nel trattamento delle sindromi neurodistoniche, in talune dermopatie e malattie del ricambio.
L'azione terapeutica dei fanghi è da imputare oltre che alla cessione di calore per contatto con la superficie cutanea (effetto termico), anche all'azione farmacologica delle sostanze organiche presenti nel peloide locale (maturato per circa 5 anni in fangaie naturali) e dell'acqua minerale. L'immersione dell'intero corpo in acqua minerale ipertermale determina una marcata vasodilatazione ed un rapido calo del tono muscolare, nonché una stimolazione uniforme dei recettori sensitivi con conseguente attivazione del meccanismo del blocco spinale (gate control).
Per le caratteristiche farmacologiche già descritte, le acque termali dello stabilimento balneotermale militare, rivestono anche un interesse terapeutico nel trattamento di talune malattie dell'apparato respiratorio e della sfera ORL.
Nell'ambito delle infermità respiratorie, le acque salse sono principalmente da Noi impiegate nel trattamento delle bronchiti flogistiche croniche e recidivanti, delle fibrisclerosi polmonare e degli esiti di tbc polmonare.
Minore ma non trascurabile importanza le acque salse rivestono nel trattamento di broncopneumopatie croniche ostruttive e dell'enfisema polmonare con insufficienza respiratoria di grado lieve. Dubbi e discutibili sono gli effetti ottenibili nell'asma bronchiale.
In ambito ORL le nostre acque vengono impiegate sulle patologie a carico della mucosa nasale (riniti croniche catarrali e purulente semplici, sinusiti mucopurulente, sinusiti pertrofiche e atrofiche), del faringe e delle tonsille (faringiti croniche specialmente atrofiche, tonsilliti croniche), inoltre nelle laringiti, particolarmente quelle nodulari.
Importante ruolo le acque salse svolgono nelle infermità a carico dell'orecchio.
Ne risultano infatti favorevolmente influenzate: otiti subcroniche, infiltrazioni parietali della cassa timpanica, ipoacusie dell'infanzia su base infiammatoria e ad origine diatesica essudativo-linfatica.
I trattamenti inalatori ed insuflatori, a volte vengono integrati di ogni necessario apporto farmacologico, al fine di conseguire i più ampi risultati.
Nello stabilimento è praticata di ruotine l'associazione della fisioterapia alla balneoterpia (crenofisiokinesiterapia) secondo le più attuali tendenze del termalismo moderno.
Vengono quindi erogate le più idonee terapia fisiche in relazione alle patologie presentate dal paziente
Le tecniche fisioterapiche consistono: massoterapia, laserterapia, magnetoterapia, radarterapia, ultrasuonoterapia, ionnoforesi, correnti diadinamiche, elettrostimolazione, marconiterapia.
Massoterapia: l'effetto terapeutico del massaggio è da ascrivere all'azione analgesico-decontratturante e analgesico-tonica che le mani dell'operatore riescono a realizzare sulla cute del paziente.
L'azione analgesico-decontrattuante è basata su un'azione diretta o meccanica (facilitazione del deflusso ematico e linfatico degli arti con conseguente riduzione dell'edema, del senso di pesantezza, della dolorabilità) e su una azione indiretta o riflessa (stimolazione dei recettori sensitivi tattili cui consegue una sensazione di benessere generalizzato, di rilassamento muscolare ed una vaso dilatazione distrettuale).
Laserterapia: per le applicazioni di laserterapia ci si avvale di un Mid-laser "a media potenza", che può funzionare sia con emissione Elio-Neon (luce rossa visibile) che infrarossa.La terapia con radiazione lase trova indicazione nelle tendiniti di inserzione ed in particolare nelle forme superficiali quali epicondiliti, epitrocleiti, tendiniti del quadricipide oltre che nelle forme acute iperalgiche, nelle quali le altre energie fisiche sarebbero controindicate. Altri giovamenti con il laser si avvertono nei casi di artrosi, soprattutto nella colonna vertebrale e delle mani, nelle lombosciatalgie, nelle periartriti della spalla, nei postumi di traumi, nelle artriti in genere.
Ultrasuonoterapia: la ultrasuonoterapia è caratterizzata da onde sonore con frequenza superiore a 20.000 HZ (ultrasuoni) che ,allorquando entrano in risonanza con la materia vivente, provocano lo scuotimento delle particelle cellulari, realizzando una sorta di micromassaggio e produzione di calore. Pertanto la ultrasuonoterapia, sempre in associazione alla luto-balneoterapia, ha dato ottimi risultati negli esiti di traumi, nelle artrosi con rigidità articolare e si è rilevata molto utile nella sclerodermia e negli esiti cicatriziali.
Ionoforesi: metodica a scopo terapeutico che ha il compito di favorire l'assorbimento di farmaci idonei al trattamento di patologie all'apparato muscolo scheletrico. Il processo di assorbimento è favorito grazie alla ionizzazione delle molecole dovute ad un apposito ionizzatore; nel contempo grazie ad un flusso di corrente a bassissima intensità, si accelera l'assorbimento del farmaco negli stati profondi dei tegumenti inducendo l'attività terapeutica. Con tale terapia di assorbimento locale si evitano gli effetti collaterali di assunzioni per via orale o parenterale.
Magnetoterapia: metodica che utilizza a scopo terapeutico i campi magnetici, ha le stesse indicazioni della laserterapia con maggior indicazioni nel caso di fratture con ritardo di consolidamento, osteoporosi e rarefazioni ossee.


Indagine epidemiologica
Allo scopo di valutare i fattori e le varie condizioni che hanno determinato la frequenza e la distribuzione dei processi osteoarticolari e reumatici nei ricoverati che sono stati ammessi alle cure termali presso gli stabilimenti militari, è stato attuato, a decorrere dal 1997, uno studio esteso prevalentemente a soggetti di sesso maschile con specifiche esposizioni a determinati fattori ambientali di servizio.

Lo studio è stato così articolato:
verifica della diagnosi (con accurato esame clinico);
confronto della frequenza delle malattie con la sua normale frequenza nella comunità;
inquadramento dell'epidemiologia nel tempo, determinando la distribuzione cronologica delle date di inizio;
inquadramento della diffusione del processo morboso nello spazio, determinando la distribuzione geografica dei casi;
formulazione di ipotesi orientativa come guida per ulteriori indagini, in base ad una analisi rapida e preliminare di selezione delle malattie per quanto concerne il tempo, il luogo e i soggetti esaminati;
classificazione della diffusione dei processi morbosi, in relazione a fattori morbigeni;
esito del trattamento.

L'indagine epidemiologica è stata estesa e ripetuta negli anni a 1306 soggetti provenienti da varie regioni della penisola, con una distribuzione percentuale diversa da località a località.
Sono stati, altresì, analizzati i dati raccolti negli anni precedenti.

L'esecuzione dell'esame clinico ha consentito di verificare le seguenti condizioni:
nella quasi totalità dei casi (oltre il 90%) si trattava di osteoartrosi primaria diffusa; rari i casi di reumatismi extraarticolari (solo poche unità); la frequenza della malattia artrosica risulta superiore alla normale frequenza nella comunità; tale maggiore incidenza sembra legata ad una più elevataesposizione a fattori di perfrigerazione legati all'espletamento dell'attività lavorativa;
la malattia artrosica insorge, in tali soggetti, in età relativamente più giovane (mediamente tra la terza e la quarta decade di vita);
la precoce insorgenza e la più rapida evoluzione peggiorativa del processo degenerativo appaiono legate ai fattori morbigeni del lavoro prestato, non vi sono sostanziali differenze nella distribuzione geografica del processo artrosico;
i soggetti esaminati sono maggiormente esposti (rispetto alla comunità) a fattori di perfrigerazione e microtraumatici (principalmente da vibrazioni e scuotimenti).
All'esame obiettivo clinico, preventivo, è stato riscontrato, molto frequentemente, dolore ai movimenti del tratto vertebrale interessato dal processo degenerativo con dolenza alla pressione.
In un'elevata percentuale (circa il 70%) era presente un discreto deficit funzionale che limitava i movimenti della colonna. Inoltre nella massima parte (oltre il 95%) i ricoverati avevano una pressione arteriosa nella norma e molto raramente (solo in poche unità), si sono verificate reazioni (malessere generale, astenia, ipotensione) che comunque non hanno richiesto la sospensione del trattamento in corso; in alcuni casi (quando veniva riferita sensazione di malessere con lieve calo dei valori pressori) è stato somministrato un analettico respiratorio che ha consentito una rapida ripresa dello stato di benessere.
In tutti i casi trattati l'esito della terapia è stato buono; sono stati ottenuti, infatti, ottimi risultati per la dolenza riposo e per il deficit funzionale localizzato: anche la contrattura muscolare ha risentito favorevolmente del trattamento.
Le richieste, per la fruizione delle cure termali, avanzate dal personale avente titolo, sono state nell'anno 2000 circa 80.000, di cui oltre 43.000 lutoterapiche e balneotermali e 37.000 idripiniche,inalatorioe, e complementari.
Non essendo la capacità ricettiva delle due strutture militari di Acqui e di Ischia, sufficiente a soddisfare la richiesta complessiva, si ricorre già da tempo all'invio di gran parte del personale avente diritto presso stabilimenti civili convenzionati (quale strumento militare); tali cure soggiacciono alla normativa del totale onere a carico dell'Amministrazione, per un ciclo di 13 giorni.
I tre momenti fondamentali dell'assistenza sanitaria: prevenzione, cura e riabilitazione, trovano nel termalismo della Difesa rispondenza specialmente in rapporto all'attuale domanda di salute della popolazione, salute intesa nel moderno concetto definito dall'OMS.
Tali cure, grazie al DCPM già citato in precedenza, escono dalla marginalità mutualistica e sono da considerare strumenti ordinari di tutela della salute, utilizzati nell'ambito della strategia generale dell'Amministrazione interessata.
Purtroppo contingenti ragioni di ordine prevalentemente finanziario, non consentono di attuare una revisione dell'attuale disciplina erogativa delle cure termali, relativamente alla gamma dei cicli di cura erogabili, alla loro strutturazione e durata, alla reperibilità ed alla loro combinazione sinergica (praticata esclusivamente presso i due stabilimenti militari) necessaria ad integrare il mezzo termale con gli altri interventi terapeutici e ad armonizzare ed ottimizzare l'utilizzo nell'ambito di una strategia complessiva di tutela globale della salute.

A cura del Dottor Sergio Natalicchio - Ex Direttore Generale della Sanità Militare


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